entropia cosmica
Chiara, venti anni, troppi dolci, carboidrati e procrastinazioni.
Avvertenze: tumblog piuttosto lunatico e talvolta misantropico.

Mi basterebbe la forza di questo acquazzone che è appena venuto giù. Giuro, mi basterebbe.

Ci sono cose che non si possono mangiare, per tutto il resto ci sono io. 

Cerco parole non troppo tristi per parlare di me in questo periodo, ma non le trovo. Così metto un punto e taccio.

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Non scrivo qui da millenni, forse da quando mi sono resa conto che la mia vita è un’accozzaglia di cose che non voglio.

Ricordo che, ai tempi delle elementari, avevo una maestra che, quando si arrabbiava, iniziava a gridare come una matta dicendo che l’unico modo per farci imparare qualcosa era romperci la testa e infilarci il libro dentro.

Davanti a questo libro di Chimica Fisica, da sapere entro settembre, mi viene da dire che tentar non nuoce.

“How happy is the blameless vestal’s lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray’r accepted, and each wish resign’d”
- Alexander Pope, Eloisa to Abelard (via audfuturewolfgangkillthemall)

Sarebbe bello se funzionasse tutto in modo più lineare. Vorrei si potesse davvero dire che ‘ad ogni azione, corrisponde una reazione uguale e contraria’. La verità è che ad ogni azione, corrispondono infiniti sbattimenti mentali, organi accartocciati, unghia mangiate, istinti omicidi, cose distrutte e chi più ne ha piu ne metta. Solo alla fine, forse, con le ultime energie rimaste, uno tenta una reazione, che tanto neanche ti restituisce niente di quello che hai perso.