entropia cosmica
Chiara, diciannove anni, troppi dolci, carboidrati e procrastinazioni.
Avvertenze: tumblog piuttosto lunatico e talvolta misantropico.
“Sa cosa penso io? Che ognuno di noi nasce con qualcosa di diverso in fondo al proprio essere. E quella cosa diventa una fonte di calore che dall’interno fa muovere le persone. Ovviamente ce l’ho anch’io, ma ogni tanto mi sfugge di mano. Si dilata e si restringe dentro di me scuotendomi tutta, ed è una sensazione che vorrei comunicare a qualcuno. Ma nessuno mi capisce. Lo so che è anche colpa mia, che mi esprimo male, però nessuno mi ascolta sul serio. Fanno finta di ascoltare, ma in realtà se ne fregano. E’ per questo che ogni tanto mi arrabbio, e finisco col fare cazzate.”
- Haruki Murakami, L’uccello che girava le viti del mondo

Mi ritrovo tra le mani questa Pasqua solitaria segnata da drammi familiari, guerre fredde, e da una morte improvvisa di un parente lontano. 

Penso ai fusilli fatti in casa, alla pastiera della mamma aromatizzata con gli agrumi del nostro orto, alle tre uova di cioccolato finissimo che ci sono state regalate, tra cui uno extra-fondente con nocciole intere della Novi, ma niente da fare. Il cibo aiuta, mica risolve. 

“You see, there are still faint glimmers of the civilization left in this barbaric slaughterhouse that was once known as humanity. Indeed, that’s what we provide in our own modest, humble and significant…… Ah, fuck it.”
- Gustave H. - The Grand Budapest Hotel

Di periodi strani e tazze bianche dell’IKEA

A volte capita, no?, di ritrovarsi circondati da cianfrusaglie, cose poco essenziali, addirittura superflue, e oltretutto ingombranti, fastidiose, che stai lì a guardarle e chiederti perchè non le hai ancora buttate, senza però prendere l’iniziativa e liberartene. Sono periodi strani, di sassolini nelle scarpe, di piccoli fastidi momentaneamente sopportabili, ma che alla lunga finiscono per esasperarti. Una tazza rotta, un esonero fallito, incomprensioni familiari e un letto ortopedico. Piccoli fastidi, no?, che però ti fanno sentire stanca, spossata, irrimediabilmente triste e scoraggiata.

Poi però vai all’IKEA e compri questa tazza bianca che al solo guardarla la mattina ti rischiara la mente, incontri una ragazza che finisce o anticipa le tue frasi, che ti suggerisce le parole che hai sulla punta della lingua, stringi la mano della persona che ami per tredici ore consecutive, abbracci finalmente una parte di te dopo tempo, e allora un poco, almeno un poco, sai che tutto può passare.

Mi stavo chiedendo se mi mancherà questa piccola camera azzurra mentre starò giù, l’odore che ha preso, forte come il mio, probabilmente esattamente il mio. Mi chiedevo se mi mancherà questa fasulla indipendenza che mi sembra di aver acquisito vivendo lontana da casa. Me lo stavo chiedendo e probabilmente so anche la risposta, perchè nessun posto è come casa, e casa mia è ancora quella in cui al mattino apro gli occhi e vedo il volto stropicciato dal sonno della mia sorellina.

Preparare una cazzo di valigia nei periodi di cambio-stagione è come scegliere tra pasta e pizza, impossibile.

Anonimo asked:
Ciao! Ho letto che hai comprato delle vans ultimamente? Posso chiederti quali?

http://www.amazon.it/gp/product/B002OL3960/ref=oh_details_o00_s00_i01?ie=UTF8&psc=1

Sono esattamente quelle, le mie vansucce adorate quando erano ancora bianche e blu e non grige come ora XD

likeakillerinthesun:

Lo strano fenomeno per cui se cazzeggio al computer quando dovrei studiare mi sento in colpa, mentre se faccio la stessa identica cosa ma con i libri aperti davanti no.

La scena era più o meno questa: una grande aula universitaria, una settantina di matricole chine sul proprio banchetto a svolgere diligentemente il proprio compito, qualche testa inclinata verso quella del compagno, un sussurro, un suggerimento, una professoressa e il suo assistente a vigilare attentamente che ognuno lavori per conto proprio; solo una ragazza ha la testa alzata, la penna in bocca e lo sguardo perso. Un ragionamento complicato? Una formula particolarmente lunga che le sfugge? Ma no! Sta solo pensando a cosa mangiare a pranzo! E lei, il compito? Perchè non si concentra?

Bella domanda, ragazzi, bella domanda.