entropia cosmica
Chiara, diciannove anni, troppi dolci, carboidrati e procrastinazioni.
Avvertenze: tumblog piuttosto lunatico e talvolta misantropico.
“So, all of time and space, everything that ever happened or ever will. Where do you want to start?”
- Doctor Who, The eleventh hour (5x01)

lif-yeah:

La cosa triste è quando ti chiedono “Che mi racconti?” e tu non hai davvero la più pallida idea di cosa raccontare perché nella mia vita non succede niente di interessante.

poco fa ho aperto l’ennesima barretta di cioccolato.

A volte mi sento così piccola e insulsa e ordinaria da poter essere approssimata facilmente a zero. Altre, mi sento così vasta, così piena di energia potenziale, che… perché posso essere solo una, in questa vita, e dover pure ringraziare?

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Milk & Black Spiders
Foals · Holy Fire
116 Plays

Milk & Black Spiders - Foals

Certe giornate vanno così, che ti svegli e in gola hai un porcospino, scopri una bollicina grande quanto il tuo pugno sotto la lingua, devi badare alla nonna allettata con tre costole rotte che continua a lamentarsi e quindi continui a fare avanti e indietro dalla sua camera al salotto dove stai cercando (inutilmente, che lo dico a fare) di studiare chimica, e per di più nessuno ti vuole far preparare il dolce con le banane che stanno diventando troppo mature perché ‘è appena passata Pasqua, ci siamo imbottiti di dolci e schifezze abbastanza’ non sapendo che per me, quando si parla di dolci, non è m a i abbastanza.

Com’è triste la vita.

Tanto tempo fa, ero poco più che una bambina, mi dissero: “è brutto dire a qualcuno ‘ho bisogno di te’. Fai in modo che siano gli altri a dirlo a te, vivi pensando ‘voglio che tu abbia bisogno di me, voglio esserci per te’.” 

Non capii subito quello che mi venne detto. Crescendo ho notato che, ad ogni mio ‘ho bisogno di te’, corrispondeva una stretta al cuore, che mi ricordava insistentemente quel discorso fattomi tanti anni prima.
Non sono certa di averlo capito bene neanche ora, cosa volessero dirmi, ma ogni tanto - quando lo guardo, quando la guardo - sento che è proprio questo che voglio, esserci per loro, ancor prima che loro ci siano per me. 

“Sa cosa penso io? Che ognuno di noi nasce con qualcosa di diverso in fondo al proprio essere. E quella cosa diventa una fonte di calore che dall’interno fa muovere le persone. Ovviamente ce l’ho anch’io, ma ogni tanto mi sfugge di mano. Si dilata e si restringe dentro di me scuotendomi tutta, ed è una sensazione che vorrei comunicare a qualcuno. Ma nessuno mi capisce. Lo so che è anche colpa mia, che mi esprimo male, però nessuno mi ascolta sul serio. Fanno finta di ascoltare, ma in realtà se ne fregano. E’ per questo che ogni tanto mi arrabbio, e finisco col fare cazzate.”
- Haruki Murakami, L’uccello che girava le viti del mondo